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film Nome di donna Sky Cinema 2

Nome di donna

Nome di donna
Dramma
Cristiana Capotondi in cerca di giustizia nel film di Marco Tullio Giordana. Nina vorrebbe denunciare le molestie subite dal suo datore di lavoro ma si scontra con un muro di omerta' (ITA 2018).

Canale

Sky Cinema 2

Giorno

sabato 25 novembre 2023, 14:50

Durata

95'

Titolo originale

Nome di donna

Paese

Italia

Anno

2018

Regia

Marco Tullio Giordana

Voto

5.8 / 10

Descrizione

Nome di donna è un film del 2018 diretto da Marco Tullio Giordana.

Trama

Nina è una giovane donna che lascia Milano per trasferirsi in un piccolo paese della Brianza dove trova lavoro al Baratta, una prestigiosa clinica per anziani facoltosi. Nei primi tempi le cose sembrano andare bene, ma Nina si trova ad affrontare una triste realtà: le molestie sessuali del direttore Torri, che prima di lei ha già abusato di numerose altre lavoratrici. Il giorno dopo la tentata violenza, Torri finge d'incontrare Nina per la prima volta e inizia a sottoporla a mobbing. L'atmosfera si fa sempre più pesante: Nina non trova l'appoggio delle colleghe, le quali rifiutano di denunciare le violenze subìte, isolandola; inoltre la denuncia del sindacato va a vuoto e il magistrato archivia l'indagine. Nina, dopo essere stata sospesa dal lavoro per un mese, riesce a contattare l'ex inserviente Sonia, la quale la indirizza da Franca, che in passato si era innamorata del direttore, era stata da lui respinta e per vendicarsi aveva segretamente firmato dei questionari contro di lui. Nina trova un'occupazione nella chiesa gestita da Don Gino, al quale racconta quanto le è capitato. Don Gino decide di andare a fondo della questione, non avendolo fatto in passato con Sonia: lei e suo marito avevano infatti chiesto aiuto a Don Gino dopo aver inviato a Torri la foto di Sonia ferita. Per paura delle conseguenze, Don Ferrari (il capo del personale) ha accettato la versione dell'incidente, mentre loro due una buonuscita. Tuttavia, Sonia non se la sente di andare in tribunale a testimoniare. Nina racconta al sindacato che Sonia aveva cercato di ricattare Torri, che le aveva dato una spinta facendola sbattere contro un mobile e spaccandole il labbro. A Nina viene offerto di tornare a lavorare al Baratta purché firmi una lettera in cui dichiara di essersi inventata tutto. L'avvocatessa Tina Della Rovere prende il carico il caso di Nina, e il processo contro Torri ha inizio. Il processo, prima pubblico con la testimonianza di Sonia e in seguito a porte chiuse, termina con la condanna di Torri a un anno con la condizionale. Passa un anno. Nel processo di appello la corte dichiara Torri colpevole dei reati di violenza sessuale uniti dal vincolo della continuazione e, concesse le circostanze attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate, lo condanna a sei anni di reclusione e all'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici; inoltre, Don Ferrari viene dichiarato colpevole del reato di favoreggiamento e condannato a tre anni di reclusione. Entrambi dovranno pagare le spese processuali e il risarcimento dei danni a favore delle parti civili.
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