Chiudi
Home App Guida TV
Canali Digitale Terrestre Canali Sky Canali Mediaset Pomeriggio in TV Programmi tv di ieri Film ieri sera in tv
Stasera in TV Film prima serata Serie TV Calcio
Serie A Calendario Partite Champions league Calendario Partite Europa league Calendario Partite Mondiali Calendario Partite Europei Calendario Partite Coppa Italia Calendario Partite Uefa Nations League Calendario Partite
Altro
Film popolari Serie Tv popolari Formula 1 Moto Gp Grande Fratello
Get it on Google Play Get it on iTunes
Oggi in TV
intrattenimento La parola fine s1e10 Sky Investigation 1

La parola fine s1e10

La parola fine s1e10
S1 Ep10 La parola fine - I detective sono alle prese con un caso di stupro in cui la vittima si dimostra poco collaborativa. Benson passa la notte insieme a un collega. Prox Ep. 27 nov 19:25 IVG.

Canale

Sky Investigation 1

Giorno

sabato 25 novembre 2023, 03:40

Durata

45'

Titolo originale

La parola ai giurati

Paese

Stati Uniti d'America

Anno

1957

Regia

Sidney Lumet

Descrizione

La parola ai giurati (12 Angry Men) è un film del 1957 diretto da Sidney Lumet. È la prima pellicola girata dal regista.

Trama

È in corso un processo per omicidio di primo grado a New York: un uomo è morto e suo figlio è accusato di essere l'assassino. In accordo con la legislazione statunitense, il verdetto deve essere espresso all'unanimità, dato che un verdetto non unanime porterebbe alla ripetizione del processo. La giuria è inoltre informata che un verdetto di colpevolezza condannerà certamente il ragazzo alla sedia elettrica, poiché il giudice rifiuterà qualsiasi richiesta di grazia. I dodici giurati dall'aula del tribunale si dirigono verso la stanza in cui svolgeranno il proprio lavoro e dove, discutendo il caso, conosceranno la personalità l'uno dell'altro. All'inizio il raggiungimento dell'unanimità sembra semplice: per votazione esplicita 11 giurati si esprimono a favore della colpevolezza, mentre il giurato numero 8 vota per l'assoluzione, ma si dichiara in realtà dubbioso. Si passano rapidamente in rassegna le prove, ritenute schiaccianti: * 1) Un uomo anziano, che abita nell'appartamento al piano inferiore di quello dove è avvenuto il delitto, dichiara di aver sentito il figlio gridare "ti ammazzo" e subito dopo il rumore di un corpo che cade; dopo poco ha udito qualcuno scappare e, uscendo dall'appartamento, ha affermato, sotto giuramento, di aver riconosciuto il figlio della vittima. * 2) Il coltello a serramanico con cui è stato ucciso l'uomo è identico a quello che il giovane aveva acquistato poche ore prima, dopo aver litigato con il padre, ed il riconoscimento dell'oggetto è avvenuto in aula da parte dello stesso negoziante che l'aveva venduto, il quale sostiene anche che fosse molto raro. * 3) Una donna che abita nel palazzo di fronte afferma di avere assistito all'omicidio dalla finestra della sua camera da letto. Gli alibi del ragazzo invece sembrano inconsistenti: * 1) Sostiene che al momento del delitto fosse al cinema, ma non ricorda né il titolo del film né i nomi degli attori; inoltre nessuno si ricorda di averlo visto. * 2) Afferma che il coltello era stato effettivamente comprato da lui, ma in seguito perduto nel cinema stesso. Il giurato n. 8 basa i suoi dubbi sul fatto che l'avvocato del ragazzo, nominato difensore d'ufficio, fosse stato piuttosto timoroso nei suoi interrogatori, essendo alle prime armi, nonché alle prese con una causa probabilmente persa in partenza. Esplicitando quindi i suoi dubbi su alcuni punti per lui ancora non chiariti, il giurato n. 8 richiede una nuova votazione a scrutinio segreto da cui si astiene esplicitamente. A sorpresa su 11 votanti c'è un nuovo voto a favore dell'assoluzione: in breve si scopre che è il giurato n. 9, che ritiene giusto discutere in modo più approfondito, essendo una questione di vita o di morte. Si ripercorre pertanto il processo, vengono riesaminate le prove messe agli atti, in particolare il coltello che è servito come arma del delitto, e vengono riconsiderate le testimonianze a carico dell'accusato. A poco a poco, con la collaborazione di tutti i giurati, le varie prove che sembravano solide crollano: * Il coltello è tutt'altro che raro: il giurato n. 8 ne ha con sé uno identico e afferma di averlo trovato senza difficoltà in un negozio. * Il movente appare debole: il ragazzo e il padre avevano litigato in passato più volte e l'episodio di quella sera non era particolarmente significativo. * Le testimonianze a carico del ragazzo appaiono poco credibili. La donna avrebbe visto la scena attraverso i finestrini delle ultime carrozze di un treno che stava passando in quel momento sulla metropolitana sopraelevata. Per quanto riguarda il vecchio, sembra impossibile che possa aver distinto chiaramente la voce del ragazzo con il frastuono del treno e, osservando la pianta dell'appartamento, appare inverosimile anche che abbia potuto vederlo mentre fuggiva: egli ha seri problemi a camminare e non avrebbe potuto raggiungere la porta dell'appartamento in tempo. * Il modo in cui era stato usato il coltello appare strano: il defunto è stato colpito dall'alto verso il basso, come avrebbe fatto un uomo di altezza simile e con un normale coltello. Viceversa, trattandosi di un coltello a serramanico, era più logico che una persona abituata al suo uso come il ragazzo lo avesse usato dal basso verso l'alto, e il ragazzo è molto più basso del padre (1,70 m contro 1,90 m). * Viene fatto notare come alcuni comportamenti del ragazzo, che lo fanno apparire colpevole, siano in realtà normali in un momento di forte tensione emotiva: lo stesso grido "Ti ammazzo" viene urlato dal giurato n.3 al n.8 in un momento di esasperazione. Inoltre si scopre che in realtà al processo il ragazzo ricordava il film visto e che la dimenticanza risale esclusivamente al momento del ritorno a casa, quando trova la polizia ad accoglierlo e il padre ucciso: l'emozione del momento potrebbe essere la causa della confusione. * Infine viene demolita la testimonianza della donna: il giurato n. 9 nota infatti che la donna portava gli occhiali, anche se per vezzo non li indossava in fase di deposizione al processo. Ella ha testimoniato di aver visto la scena del delitto dal suo letto dove non riusciva a dormire per il caldo, e da lì ha visto la scena attraverso i finestrini del treno che passava; dato che si trovava a letto era certo che non indossasse gli occhiali e quindi è del tutto improbabile che avesse potuto distinguere nitidamente il volto dell'assassino a 20 metri di distanza, attraverso i finestrini di un treno in corsa e nella penombra. A mano a mano che si analizzano gli indizi, si ripetono le votazioni e il numero degli innocentisti aumenta, passando rapidamente da due a tre fino ad arrivare a sei; alla fine si arriva ad un nove a tre per l'innocenza, che diventa undici a uno quando si capisce che anche la testimonianza della donna non è più attendibile. L'unico ad insistere per la colpevolezza è il giurato n. 3, che infine crolla, ammettendo implicitamente che la sua avversione per l'imputato nasce da una proiezione del rancore verso il proprio figlio con il quale ha avuto un difficile rapporto e che lo aveva abbandonato. A questo punto la giuria decide per l'innocenza dell'imputato. Uscendo dal tribunale, i giurati 8 e 9, principali artefici dell'assoluzione, si salutano presentandosi.
Scarica Oggi in TV
App Oggi in TV
Get it on Google Play Get it on iTunes