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cartoni Il ladro s1e79 DeA Junior

Il ladro s1e79

Il ladro s1e79
S1 Ep.79 Il ladro - Le avventure di Barbapapa' - Una preziosa collana di Barbella e' stata rubata, poco dopo anche il telescopio di Barbabravo e il flauto di Barbalalla. Il detective Barbaforte indaga.

Canale

DeA Junior

Giorno

mercoledì 22 novembre 2023, 22:20

Durata

5'

Titolo originale

Il ladro

Paese

Stati Uniti d'America

Anno

1956

Regia

Alfred Hitchcock

Descrizione

Il ladro (The Wrong Man) è un film del 1956, diretto da Alfred Hitchcock.

Trama

Il quarantaduenne musicista Christopher Emmanuel Balestrero, detto «Manny» (nella versione italiana tradotto come Ballister, per una sorta di censura dell'epoca, che trovava sconveniente che una persona con cognome italiano potesse essere accusato - seppur ingiustamente - di rapina), campa e mantiene la sua famigliola (moglie e due figli) suonando la notte il contrabbasso nell'orchestrina dello Stork Club di New York, un club molto esclusivo. Rientrando a casa una mattina d'inverno apprende che la moglie Rose necessita di cure dentarie che costeranno trecento dollari, somma che la famiglia non possiede. Così nel pomeriggio, prima di andare a trovare sua madre, passa dall'agenzia di assicurazioni per informarsi se e come potrà ottenere un prestito di pari importo sulla sua polizza vita. E qui cominciano i guai. Le impiegate dell'agenzia credono di riconoscere in lui la persona che, nel luglio precedente, aveva rapinato l'agenzia portandosi via duecento dollari. Ma esse fanno finta di niente e trattano cortesemente lo sgradito cliente. Manny, ottenuta la risposta affermativa, si reca dalla madre ma intanto la polizia del quartiere è stata avvisata, cosicché la sera, al rientro a casa e prima ancora che possa aprire la porta, due agenti in borghese lo invitano a salire in auto per recarsi alla stazione di polizia. Qui, dopo un breve interrogatorio, viene portato presso due altri esercizi commerciali rapinati precedentemente, presumibilmente dallo stesso individuo, ed i relativi titolari, pur con qualche titubanza di uno di loro, lo riconoscono. Un esame della calligrafia in stampatello con la quale Manny scrive sotto dettatura le stesse parole scritte dal rapinatore su un foglietto sporto all'impiegata di sportello in occasione della rapina all'agenzia assicurativa rivela, secondo gli agenti, una significativa somiglianza, ma il colpo finale glielo dà il riconoscimento, fra altre cinque persone scelte a caso, delle due dipendenti, avvenuto nei locali della stazione di polizia. Manny viene schedato e posto in guardina mentre la famiglia, in forte apprensione non sapendo ove egli sia, cerca disperatamente di rintracciarlo telefonando ad ospedali e commissariati: apprenderà la situazione il cognato, venuto a casa di Manny con la madre di lui e la sorella per dare assistenza alla povera Rose. L'udienza preliminare del giorno successivo stabilisce la data del processo di lì ad un paio di settimane e la cauzione per la libertà condizionata in 7.500 dollari, somma ben lontana dalla disponibilità finanziaria di Manny. Tuttavia, appena entrato in cella, Manny viene liberato, in quanto il cognato ed altri hanno raccolto la somma necessaria per la cauzione. L'avvocato O'Connor, cui si rivolgono su suggerimento di alcuni vicini, chiede loro di cercare le testimonianze che attestino ove egli trascorse il pomeriggio del 9 luglio, quando fu rapinata l'agenzia. Recatisi presso la pensione che allora li aveva ospitati per un week-end, rammentano che quel pomeriggio Manny, causa la pioggia, l'aveva trascorso giocando a carte con altri tre clienti della pensione, i cui nomi ed indirizzi vengono prontamente reperiti nei registri della medesima. Ma la visita all'indirizzo dei primi due si rivela una cocente delusione: il primo è deceduto da tre mesi ed il secondo si è reso irreperibile da tempo. Rose comincia a dar segni di inquietudine. La prima udienza del processo si svolge con l'escussione delle testimoni dell'agenzia assicurativa, che non risulta molto favorevole all'imputato, ma l'intervento maldestro di un giurato durante l'interrogatorio di una di loro («Signor giudice, quando la facciamo finita con questa filastrocca?») da parte del difensore di Manny manda tutto all'aria: la giuria viene ricusata ed il processo deve ricominciare in altra data con altra giuria. Intanto però Rose dà segni di squilibrio mentale, si autoaccusa di essere la causa dei guai della famiglia per la sua (presunta) incapacità di risparmiare. Diviene apatica ed insensibile tanto da dover essere ricoverata in una clinica psichiatrica. Nell'attesa della ripresa del processo però, il vero colpevole - di nome Daniel - tenta un altro colpo in una drogheria della zona, ma gli va male: il commerciante reagisce, lo blocca e chiama la polizia che lo trae in arresto. Appena entrato in commissariato, il suo sguardo si incrocia con uno dei poliziotti che avevano prelevato Manny dalla sua abitazione. Il suo turno è terminato e sta per uscire in borghese, ma torna subito indietro perché ha intuito che Ballister è stato scambiato con quell'uomo. Il confronto con le stesse impiegate dell'agenzia assicurativa è positivo e Manny viene scagionato da ogni accusa. Subito Manny si reca in clinica per dare la buona notizia alla moglie. Ma Rose non dà segni di miglioramento neanche alla notizia che tutto si è risolto per il meglio e rimane in clinica.
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