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film Il discorso del re Sky Cinema 2

Il discorso del re

Il discorso del re
Dramma
Storia
4 Oscar al film con Colin Firth e Geoffrey Rush. Un eccentrico logopedista viene incaricato di curare la balbuzie di re Giorgio VI, salito sul trono inglese dopo l'abdicazione del fratello (GBR 2010)

Canale

Sky Cinema 2

Giorno

giovedì 29 settembre 2022, 17:35

Durata

125'

Titolo originale

Il discorso del re

Paese

Regno Unito

Anno

2010

Regia

Tom Hooper

Voto

8.0 / 10

Descrizione

Il discorso del re (The King's Speech) è un film del 2010 diretto da Tom Hooper.

Trama

Londra, 1925. Il principe Albert, duca di York e secondo figlio del re Giorgio V, tiene il discorso di chiusura del British Empire Exhibition allo stadio di Wembley. Un evidente problema di balbuzie è fonte di grande disagio per il principe e suscita forte imbarazzo nelle migliaia di persone presenti allo stadio. Dopo avere sperimentato svariate terapie e sultato numerosi logopedisti senza evidenti miglioramenti, il principe sceglie di rinunciare a tenere in futuro altri discorsi in pubblico. In qualità di figlio cadetto, il suo ruolo istituzionale è secondario e gli lascia spazio da dedicare alla famiglia. Solo con la moglie Elizabeth e le figlie Margaret ed Elizabeth (la futura Elisabetta II), ancora bambine, i problemi di espressione vocale sembrano dimenticati. Diversamente avviene quando Albert si trova in presenza del padre, il re Giorgio V, il cui temperamento autoritario sembra enfatizzare i già evidenti problemi di linguaggio del principe. La duchessa di York si reca un giorno nello studio di Lionel Logue, terapeuta di origine australiana ed esperto nei problemi del linguaggio. Presentandosi sotto falso nome, la duchessa chiede di sottoporre il marito al metodo messo a punto da Logue. Il principe accetta di incontrare il logopedista, ma è profondamente sfiduciato all'idea di sottoporsi all'ennesima terapia fallimentare. Per convincerlo della validità del proprio metodo, Logue, appassionato delle opere di Shakespeare (lo si può notare quando cita un paio versi di Iago dell'Othello e anche quando recita dei versi di Calibano della Tempesta), gli chiede di leggere ad alta voce un passo dell'Amleto, facendogli contemporaneamente ascoltare in cuffia musica a tutto volume. Il paziente, seppur scettico e infastidito, esegue e Logue ne registra la voce. Ma il principe, spazientito, interrompe anzitempo la seduta e se ne va, accettando però di portare con sé la registrazione appena eseguita. Solo in un secondo tempo, dopo avere ascoltato il disco — in cui scopre inaspettatamente di avere declamato il brano dell'Amleto in modo fluente — il principe accetta di sottoporsi alla terapia. Nella prima seduta Logue stabilisce regole ben precise. In primo luogo chiede di potere instaurare con il paziente un rapporto confidenziale, senza regole di etichetta e formalismi: chiede di essere chiamato solo Lionel e di potere chiamare il principe Bertie, soprannome fino ad allora usato solo in ambito familiare. Da quel momento il principe intraprende un elaborato percorso, fatto di esercizi di rilassamento muscolare e di controllo del respiro, accompagnati da esercizi di movimento della lingua e di pronuncia. Alla morte di Giorgio V, il principe di Galles sale al trono come re Edoardo VIII. La condotta del nuovo re alimenta però grandi riserve: egli è intenzionato a sposare Wallis Simpson, una statunitense già due volte divorziata. Albert mette in guardia il fratello: in quanto re e capo della Chiesa d’Inghilterra non gli sarà concesso sposare una donna divorziata. Il rapporto tra Lionel e Bertie si fa intanto sempre più stretto e confidenziale: Logue prova a indagare le radici psicologiche del problema del principe. Riemergono episodi personali, legati all'infanzia e all'adolescenza di Bertie, dai quali il logopedista intuisce l'origine della balbuzie. Logue è convinto che il principe potrebbe essere un ottimo re, nell'eventualità che il fratello Edoardo rinunci al titolo, e manifesta la propria opinione. Bertie tuttavia reagisce con fastidio a quello che ritiene un eccesso di confidenza e tronca il rapporto con lui. Come previsto, per amore della sua futura moglie, re Edoardo abdica in favore del fratello, che viene designato re con il nome di Giorgio VI. In qualità di sovrano di un grande impero ora Albert non può più sottrarsi a incontri e discorsi in pubblico. Scusandosi per le incomprensioni passate, chiede a Logue di riprendere la terapia. Intanto fervono i preparativi per la cerimonia di incoronazione all'abbazia di Westminster. L'arcivescovo Cosmo Lang non gradisce la presenza di Logue e fa svolgere indagini sul suo passato. Il re scopre così che l'amico non è un vero medico, ma un attore fallito e lo affronta. Lionel risponde di non averlo mai tratto in inganno: egli non ha mai vantato lauree o titoli accademici, dichiarandosi sempre solo un "esperto in terapia del linguaggio". La sua è un'esperienza acquisita sul campo con anni di lavoro, tra cui quello svolto subito dopo la Grande Guerra con i numerosi soldati che presentavano problemi del linguaggio per effetto dei gravi traumi subiti. Bertie gli concede di nuovo fiducia e la cerimonia di incoronazione si svolge senza problemi. Al momento della dichiarazione di guerra alla Germania del 1939, Giorgio VI convoca Logue a Buckingham Palace per preparare il discorso alla nazione da trasmettere via radio. Nonostante la difficoltà del momento e la grande emozione, Logue riesce a calmare il re e gli rimane a fianco durante la lettura del discorso, accompagnandolo con gesti ritmici e aiutandolo con lo sguardo a mettere in pratica le tecniche imparate. Il discorso è un successo e suscita un forte impatto emotivo nella nazione. Dopo avere ringraziato Logue per il suo aiuto, il re si affaccia al balcone di Buckingham Palace con la moglie e le figlie per salutare le migliaia di persone accorse per applaudirlo.
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